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Samuele Bersani: chiedi l'autografo all'assassino
Il cantautore di Giudizi universali si racconta in uno dei "libri musicali" più interessanti pubblicati negli ultimi tempi di Giancarlo Susanna
Come i lettori di Rai Libro sanno bene, non ci occupiamo molto speso delle uscite di saggi dedicati alla popular music. non perché ci manchi il materiale da recensire, tutt'altro, ma perché preferiamo darvi la possibilità di orientarvi con qualche cognizione tra le pubblicazioni che ogni mese si affollano sugli scaffali delle librerie. Si tratta di una vera e propria jungla. Di una quantità che continua ad apparirci spropositata e fuori misura rispetto al consumo di musica del nostro paese, che ci vede allineati tra gli ultimi in Europa (e non solo). Perché una persona che non compra il disco di X dovrebbe essere interessata a leggere un libro su X, se non addirittura un romanzo scritto dallo stesso X?
Ci assale un invincibile pessimismo, quando sfogliamo certi libri, anche se basta una lettura felice a riaccendere la speranza in un Italia migliore, in cui si scriva e si legga di musica puntando alla qualità più che alla quantità. Uno di questi libri piccoli ma interessanti lo abbiamo qui sul tavolo ed è uscito in una collana che non ha avuto una vita molto tranquilla. La casa editrice Zona aveva lanciato la collana Aminoacidi con un formato e una confezione praticamente identici a quelli dei cd. I vari titoli - tutti dedicati alla canzone d'autore e inscatolati nel loro bel jewel box - hanno ottenuto un buon successo, grazie a un taglio agile e giornalistico, ma alla fine questo piccolo e intraprendente editore ha deciso di abbandonare l'esperimento del packaging - non ce ne vogliate, ma si chiama così, in gergo commerciale - e di tornare al formato più classico.
L'ultimo titolo, uscito proprio in questi giorni è Chiedi un autografo all'assassino di Marco Ranaldi. Chi ha un poco di consuetudine con le canzoni che girano nell'etere - quelle più belle, che riescono a volte ad aprirsi un varco nelle radio commerciali - avrà riconosciuto in questo titolo i versi di Cattiva di Samuele Bersani. Salito alla ribalta nel 1992 grazie all'aiuto di Lucio Dalla, questo giovane e brillante cantautore - uno dei migliori della sua generazione - non ama molto esporsi ai media e preferisce uscire allo scoperto soltanto con quello che scrive. Chiedi un autografo all'assassino ci ha incuriosito anche per questo. L'autore lo ha sottoposto a una lunga ed articolata intervista, sganciata dai tempi e dai modi della "promozione", delineandone alla fine un ritratto molto interessante, che attiene non solo alla pura e semplice biografia, ma anche alla scrittura di musica e testi e al mestiere di cantautore.
Conoscendo la passione di Bersani per la parola, non sorprende poi ritrovare lo stesso anticonformismo e la stessa libertà espressiva anche in questo autoritratto. A Ranaldi va riconosciuto comunque il merito di aver saputo guidare il gioco domanda/risposta nel modo migliore, seguendo sì uno schema cronologico/biografico, ma lasciando anche spazio all'estro di Bersani.
Si dice spesso che un artista - un cantautore in modo particolare – va studiato e analizzato in ciò che scrive. Sarà anche vero, ma dopo aver letto questo piccolo e prezioso volume ci sembra di conoscere molto meglio quello che ha spinto e spinge Samuele Bersani a scrivere e cantare in un certo modo. E se un libro arricchisce chi lo legge - perfino nel campo che sembrerebbe frivolo e marginale delle canzoni - l'obiettivo dell'autore è perfettamente centrato.
Marco Ranaldi Samuele Bersani - Chiedi l'autografo all'assassino Zona 2004
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