Ricevo e Pubblico da Francesca
Ieri, scartabellando tra i miei ricordi ho ritrovato un pensiero che avevo scritto e dedicato a Samuele. Era il 29 marzo del 2004. Volevo condividerlo:
Mono
Dio come mi sento piccola
la gente mi passa di fianco, mi sfiora e io la scruto e solo allora vedo persone , storie, successi e fallimenti. Allora mi sento piccola, sono ignorante, non conosco l'intimo delle persone, forse conosco la gente ma non le persone. Mi fanno paura, non si è in grado di affrontare ciò che non si conosce, m'intimorisce la presenza di chi so non saper essere. Panico, fiatone, sudorazione. Poi accendo la tv, immagini, interviste, musica, successi, pubblicità. La mia piccola figura allora si fa minuscola, sento di non aver capito niente di te, il troppo mi sta largo, ci ballo dentro come in un paio di pantaloni di due taglie più grandi. Forse se ingrassassi ingozzandomi di dolci successi e amare sconfitte, forse riuscirei a riempire quel vuoto. Sono minuscola e tremo all'idea di un'altezza troppo vertiginosa per me, tremo nel non saper sostenere lo sguardo di un artista troppo alto, allora spengo la tv e accendo lo stereo. La musica mi è famigliare, la voce è bellissima, è la voce di una persona che conosco, di un amico di cui conosco e ammiro ogni giorno di più la capacità di sorprendermi. Allora chiudo gli occhi e ricomincio a respirare.
Francesca